Comune di Sellia Marina - Catanzaro

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Homepage - Il paese - Uria e Trischene

Culti misterici ad Uria

Per diversi secoli, accanto ai culti ufficiali diffusi in tutta l’area mediterranea, le nostre Uria ed Ocriculum conobbero anche la diffusione delle cosiddette religioni misteriche, alternative e comunque prevalenti su quelle controllate dagli apparati statali, con adepti di tutte le classi sociali, compresi gli schiavi , le donne e i giovani.
Dalla Magna Grecia giunsero a Roma nel III secolo a.C, come si ricava dai frammenti della tragedia “Licurgos” di Nevio e da altri frammenti del teatro di Plauto, innestandosi sui riti esistenti in onore della “triade capitolina”.
Nella Media Età del Bronzo si verificò nell’Italia Meridionale un fenomeno di assestamento dei vari gruppi etnici, cui fece seguito la cosiddetta colonizzazione leggendaria pre-greca, seguita in età protostorica dalla colonizzazione minoica. La varietà del rito di seppellimento e l’abbondanza di suppellettili di fattura orientale dimostrano la sovrapposizione di diverse civiltà lungo la via istmica del Golfo di Squillace, prima degli albori del I millennio a.C., per cui alcune ipotesi storico-filologiche – come quelle della fuga dei Cretesi nella Japigia e della fondazione di Uria nella parte mediana del Golfo di Squillace - si caricano di valenze suggestive ed escono dalla dimensione mitica, per acquistare i caratteri del fatto storico.

Per ulteriori informazioni.

Trischene

Notizie desunte da due Cronache, riferiscono, che tre sorelle di Priamo, scampate alla rovine di Troia, approdarono ad Uria, nei pressi di Sellia Marina ed ivi edificarono tre tabernacoli (Treis Schenè). Origini lontane, ma certamente greche, comprovate dal ritrovamento di scheletri putrificati ed oggetti loro posti accanto, di monete con sul retro due o tre tabernacoli e sul rovescio il Minotauro. Con l'affermarsi delle città Magno-Greche nei secoli VIII-VII, una parte del territorio di Trischene passò sotto le dipendenze di Crotone e, nonostante i tentativi di riappropriazione del territorio, nel (510 a.C.) dovette riconoscere l'egemonia della riduzione dei confini territoriali da Uria al Corace. Nel corso della grande espansione romana, per sfuggire alle minacce dei Bruzi e dei Canesi, si pose sotto il protettorato di Roma, fino a diventare una colonia, senza però mai assurgere al rango di "Municipium". Trischene, alla caduta dell'Impero Romano, dopo aver diviso la soggezione all'Impero Greco, artagi cui rimase fedele tanto che ottenne un diploma di privilegio da Eraclio il 9 marzo 639, subì lutti e rovine prima ad opera dei Saraceni di Sicilia (852 d.C.) e poi degli Arabi (924 d.C.), a causa anche della debolezza e dei dissidi interni provocati da due fazioni civili opposte. Entrambe non raggiunsero accordo alcuno sul governo della città, per cui, difronte ad una ulteriore incursione dei Saraceni il ramo greco fu costretto a rifugiarsi sul monte Panormite (Taverna Vecchia) mentre quello latino scelse il monte Selion (Sellia Superiore).

"Amnes navigabiles sunt Cecinus, Crotalus, Semiris, Arocha, Targines"
Testimonianze di Plinio (I sec. a.C.) e Strabone, secondo i quali diversi corsi d'acqua della zona, come il Carcinus (Corace), il Semirus (Simeri) ed il Thagines (Tacina) erano navigabili per un buon tratto dalla foce verso l'interno.
Tratto da Plinio, Historia Naturalis, I lib.